Una voce nella nebbia – recensione di Francesca Fossa su Facebook

rece-francesca-fossaIniziato e finito questa notte (‘n altra volta, mannaggia a voi) “Una voce nella nebbia” di Laura ZG Costantini e Loredana Falcone. Comprato sulla fiducia, senza nemmeno aver leggiucchiato la trama. Quando ho iniziato, dopo poche parole, ero dubbiosa, non amo il fantasy e mi pareva che ci stessi cadendo a piedi uniti, ma mi fido del duo e sono andata avanti nella lettura. Ho fatto bene, non ci sono elfi, non ci sono draghi, ci sono solo uomini e donne e la loro faticosa ricerca per ricordarsi che siamo parte delle natura, che l’emozione, il cuore, l’abbandono possono essere salvifici. Dio è Madre, come in molte antiche culture e spesso nei romanzi di Laura e Loredana e lo è perché dona vita e si prende cura delle sue creature, quando queste decidono di affidarsi a lei. La modernità non è rinnegata, in questa dolcissima storia, esiste e ha il suo grande valore che riusciamo a comprendere senza farci schiacciare esclusivamente se riusciamo a riconoscere il nostro essere “animali”, il nostro essere parte della natura e non altro da lei. Come sempre sono presenti donne forti, che vogliono tracciare la loro esistenza senza imposizioni, che a volte sbagliano per orgoglio, ma che alla fine si salvano e salvano chi è con loro perché imparano, loro per prime ad ascoltarsi. Un tuffo nella magia, nel mondo dei druidi e dei paesaggi erbosi e piovosi, un bel modo per chiudere la giornata di Santo Stefano.

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