Recensione Ricardo y Carolina – Da Amneris di Cesare

Da Amneris di Cesare

Recensire un libro scritto da due autrici che consideri amiche e che conosci personalmente, nonostante le apparenze, non è cosa facile.  Perché se ne parli bene, chi legge potrebbe pensare “eh, beh, ma sono sue amiche, per forza ne parla bene!”. Se ne dovessi parlare male, invece, l’imbarazzo e il dolore di fare un torto a  persone a cui vuoi bene “a prescindere”sarebbe forse troppo da sopportare.

Eppure non posso non parlare di Ricardo y Carolina, romance storico scritto da Loredana Falcone e Laura Costantini edito da Goware. Perché è un libro troppo bello per lasciar passare sotto silenzio le sensazioni che mi ha dato nel leggerlo, e, vincendo tutte le remore del caso, ne parlerò. Farò quindi una recensione “accorata” e personale pubblicandola su questo mio blog dove potrò scrivere cose che mi toccano da vicino senza preoccuparmi di essere troppo “di parte”.

Comincio col dire che ho letto Ricardo y Carolina sul mio Kindle in viaggio verso la Calabria. 1000 Km seduta sul sedile posteriore di un’automobile stipata e carica come un TIR mentre marito e figlio ventiduenne si alternavano alla guida e figlio quasi-maggiorenne dormicchiava sulle mie spalle o sulle mie gambe “incroccate” dallo spazio troppo angusto. Una situazione pertanto non troppo ideale per leggere, tenendo conto anche che leggere in auto mi ha sempre dato problemi. E 10 ore di guida seduti, con solo due tappe “benzina e toilette” non si affrontano mai con leggerezza.

Ebbene allo scadere della 10a ora, che ha coinciso con la parola fine del libro di cui sopra, all’arrivo a destinazione ho sollevato gli occhi sognanti e guardato fuori dal finestrino e riconoscendo le luci famigliari della città di destinazione, Crotone, ho pensato: “ma siamo già arrivati?”  Stupita che il tempo fosse volato così velocemente. Perché in quelle 10 ore, io ero stata altrove: in Messico a cavalcare a fianco di Ricardo ed El General, avevo amoreggiato ora come Carolina ora come Victoria e combattuto a fianco dei “miei uomini”. Avevo vissuto la grande passione di due donne forti e coraggiose, immedesimandomi nel loro desiderio di indipendenza e libertà.

Sulle prime, come mi capita per quasi ogni romanzo che prendo in mano, ho iniziato a leggere con la circospezione critica e un po’ diffidente che presumo assilli chiunque sia abituato a valutare gli scritti altrui e a rilevarne magagne ed errori. In genere, dopo la diffidenza iniziale, se l’incipit è promettente mi lascio condurre dal testo in maniera benevola e proseguo fiduciosa.

Ricardo y Carolina mi ha letteralmente risucchiata

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