Recensione Ricardo y Carolina – Da Storici salottiere

Da Storici salottiere

Non fatevi illudere dalla copertina rosa. In Ricardo y Carolina c’è amore, c’è passione, ma c’è anche dolore, sangue e morte. C’è la revolución, in poche parole, quella immaginata e quella reale, quella romantica dei libri e quella cruda come la terra del Messico. E Carolina ci capita proprio in mezzo.

La giornalista italiana non voleva che mettere miglia e miglia tra sé e il suo promesso sposo, ma finisce al centro degli intrighi della corte, dove i veri padroni sono i francesi mentre Massimiliano fa da fantoccio. Una parte importante la recitano i Calleja de Hormigas, padre e figli, con i quali Carolina dovrà confrontarsi per uscire viva dal pasticcio che contribuirà a creare con il suo caratteraccio. Un libro non solo per donne, insomma, ma consigliato anche a chi vuole conoscere un momento storico non molto trattato in Italia.

Adesso è arrivato il momento di sentire le due autrici, Laura Costantini e Loredana Falcone.

1) Prima di tutto, parlateci di voi. Come vi siete conosciute e com’è nata l’idea di scrivere romanzi a quattro mani?

Ci siamo conosciute sui banchi di scuola. Primo giorno del primo ginnasio. Due ragazzine con la comune passione per la lettura e la scrittura. Neanche un mese dopo eravamo lì a buttar giù il plot di un romanzo di fantascienza che narrasse le mirabolanti avventure di un’astronave il cui equipaggio fosse formato dalla nostra classe. Scrivevamo a macchina, con la carta carbone per la doppia copia, poi i fogli giravano tra i nostri compagni di classe che si appassionavano alle nostre/loro vicissitudini. Cominciò così e da allora non abbiamo mai smesso.

2) In Ricardo y Carolina c’è molta Italia, tanto che la domanda viene spontanea: perché ambientare il vostro romanzo in Messico piuttosto che nel Belpaese?

Il Messico ha molti punti in comune con il nostro paese. A cominciare da una bandiera tricolore quasi identica. In quel periodo storico (seconda metà del XIX secolo) sono ambientati molti romanzi storici e sul nostro Risorgimento è stato scritto moltissimo. Ci intrigava mettere in risalto l’afflato rivoluzionario di quegli anni, ma trattando un luogo e una situazione lontani da noi. Inoltre l’idea di un imperatore asburgico “esportato” per le manie di grandezza di Napoleone III e posto in una situazione che si rivelerà insostenibile fino al drammatico epilogo, ci ha invogliate a indagare i personaggi di Massimiliano d’Asburgo e di Carlotta. Vittime e carnefici allo stesso tempo, di sicuro i primi a illudersi che un simile esperimento potesse dare un risultato reale e creare una monarchia “americana” quando ormai le monarchie cominciavano a mostrare tutti i loro limiti.

3) Ha per voi un significato particolare quel determinato periodo storico?

Crediamo di aver già anticipato la domanda. Ci piace però aggiungere che i nostri studi ci hanno portate ad amare moltissimo la storia moderna e contemporanea. Con una certa predilezione per i periodi più recenti, come la seconda guerra mondiale. E con la volontà di non dimenticare che, pur con tutte le sue pecche che la recente storiografia ha portato alla luce, il Risorgimento ha seminato aspirazioni che hanno finito col germogliare anche in un ambito inatteso. Risvegliando la consapevolezza dalle donne.

4) Le parti di Carolina sono in corsivo, come se solo una si fosse presa il compito di scrivere di lei. Se è così, per quale motivo?

No. Noi scriviamo insieme ogni singola parte, non ci dividiamo capitoli o personaggi. Carolina è la voce narrante. È l’aspirante giornalista che vuole condurre un reportage per dimostrare a un mondo maschile che anche le donne hanno voce, cuore, anima e capacità di interpretazione. È l’intellettuale dell’epoca che tiene un diario insieme privato e storico. Infatti scrive in prima persona ed espone il proprio punto di vista sulle vicende che sta vivendo.

5) Carlotta, Carolina (tra l’altro, hanno due varianti dello stesso nome; è un caso?), Victoria e Juanita sono, chi in un modo o chi un altro, donne forti che sanno quelle vogliono, ma anche la più cenciosa prostituta sembra non voglia sottomettersi al destino che gli uomini hanno deciso. Sono donne moderne, ma sono anche ottocentesche?

Le donne nella Storia ci sono sempre state. Ma raramente è stato concessa loro la ribalta che meritavano e che non potevano raggiungere per volontà di una società patriarcale, con la quale facciamo i conti anche oggi, a distanza di due secoli. I libri di storia li scrivono i vincitori. Che sono stati per quasi duemila anni gli uomini. Lo dimostra la pessima fama che circonda Carlotta (l’assonanza con Carolina è stata involontaria; ma ci è piaciuto mantenerla). Ambiziosa, dalla psiche fragile, capricciosa, fatua. Così viene descritta. Eppure nelle fonti che abbiamo consultato, nelle lettere che scriveva, nell’amore che dimostrava nei confronti di Massimiliano (non del tutto ricambiato, ma abbiamo voluto che almeno in un’opera di fantasia il cuore dell’imperatore fosse tutto per lei) non è il capriccio, non è l’ambizione a raffigurarla consapevole, preparata e mai rassegnata. Il suo disperato tentativo di trovare aiuti internazionali per evitare l’inevitabile collasso dell’impero e la tragica sorte del suo uomo parla più di mille testi. Era una donna moderna, non perfetta ma perfettamente inserita nella sua epoca.

Noi di Storici&Salottere facciamo i più sentiti auguri a Laura e Loredana!

– Ruel
Roberto Leone

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