SORELLE DI SANGUE


La vicenda si svolge nel 1870, quando gli Stati Uniti, appena usciti dalla sanguinosa Guerra di Secessione, iniziarono la loro espansione massiccia verso ovest. Sul mitico Santa Fè Trail si trova a transitare anche una giovane donna cui la lotta fratricida tra nordisti e sudisti ha tolto tutto, tranne la voglia di vivere. E sarà proprio la voglia di vivere ad aiutarla ad affrontare gli Apache Jicarilla sul piede di guerra, l’incontro con una sciamana dai capelli rossi e l’amore per un misterioso bounty-killer dal suggestivo nome di Occhi d’Inverno.


   "Il bancone in fondo aveva tutta l’aria di un saloon, le panche erano quelle di una stazione ferroviaria, i tavoli erano scrostati e l’aria era piena del ronzio delle mosche che entravano liberamente dalle finestre aperte sul retro. E insieme a loro entrava il sentore pesante delle stalle e della latrina.
   "Signori", disse uno dei postiglioni entrando e sollevando nuvole di polvere rossiccia ad ogni passo, "giusto il tempo per una rinfrescata, mangiare un boccone e un salto alla latrina… con rispetto parlando"
   Kerry ignorò il cenno di scusa che le rivolse, si era tolta il cappellino e agitando il ventaglio cercava di smuovere l’aria e tenere lontane le mosche. Si sentiva esausta e avrebbe dato tutto quello che possedeva per un bagno. Ma possedeva soltanto dieci dollari d’argento e dubitava che sarebbero bastati per pagare una vasca piena di acqua tiepida e sali profumati in quella landa desolata. Più facile che riuscisse ad ottenere, con quella cifra, un barile di whisky.
   "Prima arriviamo a Fort Union e meglio sarà", commentò il vecchio medico mentre un ragazzo, uscito da dietro al bancone, si apprestava a servire loro frittata e fagioli.
   Frank e Tim, i due cow-boys, lanciarono una rapida occhiata a Kerry.
   "Doc, non cerchi di spaventare miss Roderyck", disse il primo. "Lo sanno tutti che i ragazzi di Fort Union tengono d’occhio la zona e lontani i musi rossi!"
   Il ragazzo che stava mettendo loro davanti i piatti di stagno non volle rinunciare a quell’occasione per sentirsi importante.
   "Altro che lontani!", intervenne. "Gli Jicarilla sono di nuovo sul piede di guerra e la pattuglia di Fort Union, ieri, ci ha consigliato di tenere i fucili carichi e a portata di mano!"
   Si allontanò per andare a servire gli uomini del convoglio che entravano alla spicciolata saturando l’aria di chiacchiere, di polvere e di puzzo di sudore.
   "Che diavolo va dicendo?!", esclamò Tim.
   "La verità, credo" si intromise l’uomo d’affari. "Ho sentito che Lucien Maxwell si è stufato di avere sempre quei selvaggi in mezzo ai piedi e ha venduto tutto, concessione, fattorie e miniere agli inglesi. Dicono ci abbia fatto almeno due milioni di dollari. Quei bastardi degli Apaches si sono visti sfilare la terra di sotto il culo… mi scusi miss... e non l’hanno presa bene. Adesso gli agenti dell’Indian Agency di Cimarron avranno il loro bel daffare"
   "Buoni quelli!", esclamò il medico. "Invece di dare una mano alla brava gente che viene quaggiù a conquistarsi un pezzo di terra, non fanno altro che rifornire di cibo, di whisky e di armi i maledetti musi rossi. Ho sentito dire che hanno avuto i fucili a ripetizione prima ancora della nostra cavalleria!"
   "E non è di fucili che hanno bisogno", dichiarò il pastore, "ma della parola di Nostro Signore. Solo così potranno capire il loro errore, redimersi e vivere in pace con noi"
   "A me mi sa che l’unica pace che conoscono è quella sotto un buon metro di terra!", concluse Frank, prima di infilarsi in bocca la frittata arrotolata intorno ai fagioli piccanti.
   Kerry non aveva partecipato alla discussione, ma aveva ascoltato con attenzione. Sapeva che Fort Union era una specie di piccola città fortificata, un mondo a parte in tutta quella desolazione. Una volta lì non avrebbe avuto niente da temere dagli indiani che, comunque, non potevano essere peggiori dei soldati unionisti e delle loro crudeltà.
   Tim, che aveva prontamente spazzolato il proprio piatto, le versò del caffè dalla brocca.
   "Non deve avere paura miss Roderyck. Finché è con noi i musi rossi non si azzarderanno ad avvicinarsi!"
   Lo ringraziò con un sorriso e continuò a mangiare, lottando per tenere lontane le mosche dal piatto.


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© Laura Costantini e Loredana Falcone - 2007