PEPPER & CREAM
E’ la storia di due ragazze che, negli anni ’80, si lasciano alle spalle un passato
burrascoso per rifugiarsi nel quartiere universitario della Seattle prima del boom dell’informatica. Accompagnate da un favoloso juke-box
che suona tutta la migliore produzione di quegli anni, Pepper-Rebecca e Cream-Leyla riusciranno a guadagnarsi il loro posto nel mondo.
…Quando finalmente quella sanguisuga di Leyla si fu allontanata con il vassoio per Breadfour,
mi abbandonai su una sedia e accesi il juke-box. , cantava Dan Hartman e per me era il momento della quiete dopo la tempesta.
Le lezioni universitarie erano iniziate, i medici del Policlinico pensavano ai loro malcapitati pazienti, mia sorella aveva in programma, una volta
consegnata la colazione, di andare a fare delle commissioni.
Non mi sembrava vero! Ero padrona del campo senza che qualcuno stesse lì a dirmi <fai questo e fai quello>.
Leyla da questo punto di vista aveva la stessa ottusità di un genitore, non capiva che, se mi avesse lasciata fare a modo mio,
le cose sarebbero filate per il verso giusto. Aspettai la fine della canzone poi, visto che non c’era nessuno in vista, tornai
in cucina per togliere l’olio usato dalla friggitrice e preparare le piastre per gli hamburger.
Ero intenta nel pericoloso travaso dell’olio ancora caldo quando una voce alle mie spalle mi fece sussultare.
"Sei sola?"
Parte dell’olio finì sul pavimento e parte sulla mia mano.
Adesso sapevo cosa prova un krapfen quando viene tuffato in una friggitrice!
"Come cazzo hanno fatto a darti la laurea se non sai neanche leggere?", urlai in faccia a
Ken. "Sulla porta c’è scritto a caratteri cubitali VIETATO L’ACCESSO AGLI ESTRANEI. Non l’avevi notato?"
"E tu non hai sentito la campanella della porta?"
"No!"
Corsi a mettere la mano sotto l’acqua fredda. Il dolore stava rapidamente aumentando.
"Lascia perdere i metodi empirici", disse Ken. "Immagino che abbiate un’assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro e per farla valere devi avere un referto del Pronto Soccorso. Ho finito il turno, ma posso accompagnarti."
"Dobbiamo aspettare Leyla, non posso chiudere il locale."
"Ok, ma fammi dare un’occhiata. Hai della pomata per le ustioni?"
Aveva un’aria molto professionale mentre maneggiava garze e pomata. Sembrava perfino più simpatico.
"E così il vero nome di tua sorella è Leyla. E il tuo?"
"Non sono affari tuoi."
"Certo, ma Pepper Black suona ridicolo, lasciamelo dire."
"L’hai detto. Adesso abbi la compiacenza di tacere!"
"Ti spaventa l’idea dell’antitetanica?"
"L’antiche?"
"L’iniezione. E’ obbligatoria in caso di ustione."
"Può farmela mia sorella, quando si degna di arrivare."
"Tua sorella non è medico."
"E tu hai finito il turno! Potrei chiederlo a Bruce..."
"Astor è un assistente di chirurgia, non rientra nei suoi compiti."
"Per me potrebbe fare uno strappo."
"Siete già così intimi?"
"Se permetti questi sono affari miei e di Bruce."
Ken si fece una risata alle mie spalle e si dedicò al flipper. Ritiro quanto detto poc’anzi: non era affatto simpatico.
E neanche tanto bello, a guardarlo meglio!
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© Laura Costantini e Loredana Falcone - 2007