Robert e Kiran: sull’argine

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Illustrazione by Dany&Dany 

Fu un Robert dolorante e sanguinante quello che, quando ormai la luna era già ben visibile in cielo, riuscì a inerpicarsi sull’argine. Si era strappato le vesti. Si era ferito rischiando di restare infilzato sulle lance. Aveva chiesto troppo alle proprie deboli braccia. Era caduto da un’altezza considerevole. Niente di rotto, si era detto, ma la caviglia faceva male e il sudore bruciava negli occhi e sulle ferite che si era procurato. Ora il motivo di tante sofferenze era lì, a pochi passi da lui. Gli dava le spalle e duellava in silenzio contro nemici che nessuno poteva vedere. La luce pioveva come oro dal cielo e gli mostrava una schiena nuda e lucente nel gioco della muscolatura. Giocava con i riflessi dei capelli sciolti fin sulle spalle, come seta nera. Robert avrebbe voluto catturare quell’immagine. Bloccarla su un foglio e possederla per sempre. Poi l’ombra si voltò. La luna ne investì il volto e sembrò specchiarsi. Aveva iridi d’oro. Scintillavano sulla pelle scura, tra le ciglia nere. I lineamenti erano sottili, delicati, bellissimi. Ma era inequivocabilmente un ragazzo. Lo testimoniavano il torace dalla muscolatura ben sviluppata, le braccia, le mani, i fianchi stretti. Indossava pantaloni laceri, era a piedi scalzi, ma aveva il portamento di un principe. Robert era rimasto immobile, incapace anche di respirare. Il ragazzo brandiva una spada come quella che gli aveva lasciato in dono e gliela puntava contro. Un lieve sorriso di sfida sulle labbra.

Diario Vittoriano, Volume 1

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