Giuriamo solennemente di non avere buone intenzioni

Nel 2008 la neonata casa editrice Historica di Francesco Giubilei pubblicava il romanzo “Le colpe dei padri” di Laura Costantini e Loredana Falcone.
Dieci anni - nove romanzi, qualche riconoscimento e numerose partecipazioni ad antologie – dopo, Lauraetlory decidono di dare vita al progetto FalconeCostantini.
Di che si tratta?
Quelli bravi direbbero che è un brand. Noi ci accontentiamo di farne una sorta di piccola garanzia per i lettori che ci conoscono già e per quelli che vorranno leggerci in futuro.
Il mondo dell’editoria è difficile. In Italia si legge poco. Le grandi CE non punteranno mai su due semi sconosciute neanche di primo pelo. E noi, ammettiamolo, non siamo propense a piegarci alle logiche di mercato: serialità e scelta di un unico genere nel quale recintare la fantasia.
Quindi: scrivere sappiamo. È la sola certezza che abbiamo acquisito in dieci anni di lavoro e di confronto con più case editrici ed editor in gamba. Historica, Las Vegas Edizioni, goWare, Harpercollins. Un curriculum non da buttar via ma che non è stato sufficiente a sanare il peccato originale di due teste dure che non hanno accettato di lasciarsi incasellare.
Noi non scriviamo – solo – rosa, noir, giallo, thriller, storico. Il nostro tratto distintivo è - e resterà – rendere protagoniste donne che non rientrano negli stereotipi che vanno per la maggiore. I nostri personaggi femminili, in qualsiasi contesto si muovono, lottano. Il che non vuol dire che vincano, ma se la giocano fino alla fine contando su se stesse.
Esattamente come vogliamo fare noi, FalconeCostantini (notata l’assonanza FrutteroLucentini?).
Non voltiamo le spalle alla pubblicazione con case editrici, ma abbiamo tante storie che non hanno trovato una collocazione e che potrebbero piacere ai lettori. Storie che porteranno il nostro marchio, le nostre copertine, il nostro stile e che usciranno in self-publishing.
Ebbene sì, approdiamo all’indie e diventiamo autrici ibride.
Augurateci buona fortuna

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Eccoci qui

Due quattordicenni. Laura con una massa di capelli scuri e ricci e un gran paio di occhiali.
Lory con una cascata di riccioli biondo-rossicci e un inseparabile maglione fino al ginocchio.
Era il 1977. Un'amicizia da colpo di fulmine, suggellata e sigillata dalla comune passione per la scrittura.
Loredana Falcone

Loredana Falcone

Mi chiamo Loredana Falcone. Sono nata a Roma e sono una romana vera con un eroe risorgimentale tra gli avi. Il Tevere – che è un fiume, ma è soprattutto una madre – mi ha cantato la ninna nanna mentre i miei zii materni imparavano a nuotare tra i suoi gorghi. Ho vissuto il baby-boom, di cui sono espressione, ho visto entrare in casa il televisore a valvole e il telefono con la ghiera. Ho portato il grembiule, il fiocco, la cartella e ho imparato a leggere sul libro di lettura sotto l’occhio vigile di un’unica maestra. Il mio amore per le parole è nato da lì ed è cresciuto con me, fino all’incontro, ormai adolescente e ginnasiale, con un’anima affine. Scrivo storie dal 1978. E non intendo fermarmi.

Laura Costantini

Laura Costantini

Mi chiamo Laura Costantini. Sono nata a Roma, e la considero una grande fortuna, mentre il mondo tirava un sospiro di sollievo dopo la fifa blu per la crisi dei missili a Cuba, ignaro che stava per assistere alla fine di due grandi uomini: J.F. Kennedy e papa Giovanni XXIII. Sono cresciuta tra sbarchi sulla Luna, contestazioni studentesche e anni di piombo. Sarà per questo che amo di equanime e incondizionato amore la cronaca e la Storia con la S maiuscola? Ho imparato a leggere, come più o meno tutti, a sei anni. E non ho più smesso. Ho iniziato a scrivere storie mie a otto anni. E non ho più smesso.

Dicono di noi

Ecco cosa pensano i nostri lettori
Il puzzle di Dio

Il puzzle di Dio

Mangialibri

Il cosiddetto “duo scrittorio” formato da Laura Costantini e Loredana Falcone, amiche fin dai tempi del liceo classico frequentato assieme a Roma, ha dato vita a un buon romanzo difficilmente etichettabile e che al suo interno contiene numerosi elementi differenti che però ben si amalgamano tra loro. Sullo sfondo di un cataclisma planetario imminente dovuto al risveglio di un demone, troviamo le vicende di vari personaggi che si intersecano e si mescolano, lasciando sempre il lettore in avida attesa del prossimo sviluppo del plot. Il mistero, il tradimento, la vendetta, la ricerca, il desiderio di accettazione della propria condizione sono tutti temi presenti ne Il puzzle di Dio sotto forma di antichi messaggi sotterrati negli Archivi Vaticani, piuttosto che nella fuga di due giovani omosessuali costretti ad abbandonare tutto pur di poter essere liberi di amarsi. Sullo sfondo troviamo bellissimi scenari ottimamente descritti: Torino e Roma, il Marocco o le cime innevate del Nepal.
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Ricardo y Carolina

Ricardo y Carolina

Libroguerriero

Questa non è una semplice storia d’amore. È quella di un popolo che aspira alla libertà e al rispetto. È la guerra, fatta con la spada e il fucile. È la difesa del proprio nome in un duello d’onore. È il tradimento, fatto per salvarsi la pelle o per una borsa di denaro. La revolución è pericolosa. Possiede, usurpa, uccide. Non ha limiti. Chi è il punto debole? Chi dimostra invece un carattere speciale? Lo scoprirete. Amare e morire, gli estremi dello stesso sentimento. Amare e tradire, contraddizione spietata. Amare e soffrire, nella speranza di ritrovarsi. Ricardo y Carolina, un romanzo passionale, crudo e vivo. Una storia nella storia di un paese tormentato, il Messico. Il destino di un amore unico, vissuto all’ombra dell’aristocrazia, nella consapevolezza di essere sempre in fuga. Nessuna certezza, se non nel quotidiano. Carolina, il carattere di una combattente, la sensibilità tipica di una donna. Il fascino di essere libera, la capacità di sostenere il proprio uomo e di cambiarlo.

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Il destino attende a Canyon Apache

Il destino attende a Canyon Apache

Book Avenue

Un libro storico, a qualunque epoca si ispiri, non si può scrivere senza un accurato lavoro di documentazione. E il lavoro che noi abbiamo svolto per il nostro western è stato certosino, tra biblioteche e Rete. Occhio, non stiamo parlando di Wikipedia, strumento comunque prezioso se lo si sa usare con le dovute accortezze, ma di testi resi disponibili, spesso non in italiano, da istituti di cultura, biblioteche e quant'altro. Abbiamo spulciato siti che si interessano di storia americana e dei nativi, abbiamo consultato vecchie cartine messe online per il tracciato del Santa Fè Trail, abbiamo trovato articoli di giornale che rimandavano al 1870, abbiamo consultato documenti che parlavano dell'Indian Bureau e dei turni di rotazione dei reggimenti di cavalleria a Fort Union. Abbiamo trovato documenti sulla concessione Maxwell e vecchie foto dei wagon train, le carovane di carri che percorrevano il Santa Fè Trail. Un lavoro entusiasmante, una scoperta continua.

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