Come bandierine di preghiera nel vento

Kiran Benedict Douglas, settimo conte di Lennox, ha nel sangue l’amore per le vette più alte del mondo.

E nell’anima la saggezza di quelle terre. Questa è la sua voce:

“Le montagne più alte del mondo sembrano fatte di cristallo spezzato. Sono taglienti anche solo allo sguardo. Brillano e ti costringono ad alzare la testa fin quasi a causarti una vertigine al contrario. Cambiano colore per ogni singola ora del giorno. Sono di perla e petali di rosa all’alba, poi diventano sempre più nitide, candide, crudeli. La luce del sole di mezzogiorno non riesce comunque a schiacciarle, ma toglie loro spessore. Come fossero un merletto a bordare il blu del cielo. Perché lassù non esiste il celeste, non esiste l’azzurro. Esiste il blu, profondo, compatto, implacabile. Fa male agli occhi se lo fissi troppo a lungo. Come se il cielo fosse una coppa di lapislazzuli calata sul mondo. Poi il sole comincia a calare. E il merletto si ammorbidisce, si macchia, diventa velluto sgualcito e ogni piega prende una sfumatura diversa dall’oro al viola al rosso. Ed è allora, mentre cammini in quell’aria sottile che a malapena ti consente di respirare e che ferisce la gola come polvere di ghiaccio, che ti appare il palazzo. Marmo candido dai mille trafori che si specchia in un lago come un miraggio. Mille pinnacoli e mille piccole bandiere, gialle, verdi, bianche e rosse, a sfrangiarsi nel vento. Sono preghiere. Questo credono i sudditi di quel regno. Ogni piccola bandiera una richiesta che si perde nel vento finché non verrà completamente consumata. E allora, solo allora, chi ha pregato saprà se ciò che ha chiesto sarà stato concesso. Posto che non l’abbia dimenticato nel tempo trascorso. Se sali con me su una di quelle torri, se lasci che i tuoi occhi volino sul lago come un’aquila e rincorrano il sole verso il tramonto, capirai il segreto di quelle bandiere. Mentre la fine del giorno rende di nuovo le montagne taglienti come mille lame lorde di sangue, ti accorgi che affidare un desiderio, un sogno, una preghiera al lavorio del vento e del tempo è un modo per vivere, comunque. E accettare che tutto accada.”

Lascia un commento